Come diventare ostetrica? Laurea, corsi e guadagni

La figura dell’ostetrica è molto importante per una donna in gravidanza. Ma quali sono i corsi, la formazione e i guadagni per questa professione? Ecco tutto quello che bisogna sapere.

Chi è una ostetrica

L’ostetrica è una figura professionale molto importante e si occupa delle donne in gravidanza. Questa figura medica ha il compito di seguire il periodo di gestazione e quello successivo della nascita del bambino.

Tutte le persone che decidono di diventare ostetriche il primo passo è quello di prendere la Laurea in Ostetricia che è un percorso di studi molto particolare e a numero chiuso: per accedervi è necessario superare un test di ingresso iniziale.

Una volta che il soggetto interessato ha conseguito il titolo di Laurea per essere immessi all’iscrizione all’Albo Professionale Ostetrica allora si potrà procedere nel praticare la professione e decidere quale sarà la struttura di apprendimento.

Ma qual è il ruolo di una ostetrica? Questa figura professionale ha il compito molto arduo di assistere le donne che stanno affrontando una gravidanza e poi essere di riferimento durante e dopo il parto. Insomma è la persona che segue tutto il percorso di una donna, cercando di valutare se ci sono dei rischi o meno: la persona in questione si occup anche di portare a termine  i parti naturali a basso rischio aiutando la donna che partorisce per tutta la durata del parto.

Questo non è il suo unico ruolo, infatti ha anche il compito di svolgere interventi di educazione sessuale nell’ambito della comunità e della famiglia. Poi assiste come figuria primaria quelli che sono gli interventi ginecologici e le visite, con preparazione del paziente.

È anche chiamata a gestire se necessario un piano di prevenzione per accertamento dei tumori femminili e programmi per assistenza periodo neonatale. È una persona di riferimento che segue le donne in tantissime fasi della vita, soprattutto in sala parto: la sua caratteristica principale è la pazienza ma anche la responsabilità.

Corsi per diventare ostetrica

Nel momento in cui si ha l’interesse per questa bellissima professione medica, allora dopo il diploma di scuola superiore sarà il cso di prepararsi per sostenere il test di ingresso alla facoltà.

Questo test è il medesimo che si incontra per tutte le professioni in ambito sanitario e tra gli argomenti si trovano le discipline del percorso di medicina. Il miglior modo per arrivare al test con una preparazione adeguata è quello di studiare sui vari manuali che oggi sono a disposizione e possiedono sia una parte di teoria e una di pratica.

Salvo modifiche future, il test è composto da 60 domande a risposta multipla e il tempo a disposizione è di 100minuti.

Le domande sono suddivise in 12 quesiti che riguardano la cultura generale, 10 che hanno un ragionamento logico, 18 che si occupano di biologia, 12 che si occupano dell’argomento chimica e 8 che si occupano di matematica e fisica. La persona premiata avrà risposto in maniera corretta alla maggior parte delle domande raggiungendo un massimo di 90 punti.

Il punteggio è fondamentale per poter passare il test di ingresso e accedere direttamente al percoso di studi per arrivare a svolgere la professione desiderata:

  • 1,5 punti ogni risposta esatta
  • meno 0,4 punti se una risposta è sbagliata
  • 0 punti per risposte lasciate in bianco

Il consiglio è quello di lasciare una risposta in bianco in caso di dubbi anziché  darne una sbagliata. Per avere l’accettazione nella graduatoria bisognerà avere un minimo di 20 punti.

Una volta passato il test si inizia il percorso per la Laurea che dura 3 anni e poi il percorso formativo che varia a seconda del tipo di università. La pratica e la teoria si fondono insieme al fine di formare al meglio la figura professionale.

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24cfu per l’insegnamento: ecco come ottenerli

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Hai sempre sognato di diventare insegnante ma non possiedi i requisiti? Il d.lgs. 59/17 semplifica il sistema di formazione iniziale e di accesso ai ruoli di docente.

Il corso online per ottenere i 24 CFU per l’Insegnamento ti consente di essere in linea con i requisiti per poter accedere ai concorsi pubblici per docenti.

Il Corso Online 24cfu per l’Insegnamento offerto da Alteredu, una startup calabrese ad alto impatto sociale, in collaborazione con l’Università eCampus (ente accreditato dal MIUR), ti permetterà di ottenere con facilità tutti i crediti necessari per l’insegnamento e di sostenere l’esame nella sede universitaria eCampus della tua città oppure nella sede più vicina alla tua residenza o domicilio.

I 24 crediti formativi serviranno a tutte le persone in possesso di un titolo di laurea idoneo per diventare insegnante e saranno inerenti le seguenti aree:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • psicologia;
  • antropologia;
  • metodologie e tecnologie didattiche.

Come da indicazioni del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, la modalità prevista per conseguire i 24 crediti per insegnare consisterà nell’acquisizione di 12 crediti formativi in maniera telematica tramite e-learning mentre i restanti 12 crediti formativi possono essere acquisiti in presenza, in qualsiasi sede dell’Università eCampus. Ovviamente avrai la possibilità di controllare la sede Ecampus più vicina a te prima di procedere con la presentazione della domanda di iscrizione.

Come si articola il corso?

Come detto, di questi 24 crediti formativi 12 verranno acquisiti tramite videolezioni mentre i restanti 12 tramite lezioni in presenza. Saranno 4 i moduli trattati per il raggiungimento dei crediti.

I 12 crediti da acquisire online saranno divisi in 6 crediti inerenti i settori scientifico-disciplinari M-DEA/01 e M-PED/03 e riguarderanno l’ Antropologia Culturale e l’area tematica riguardante le Metodologie e tecnologie didattiche.

Per quanto riguarda i 12 crediti da ottenere in presenza, invece, i settori scientifico-disciplinari di riferimento saranno M-PSI/04 e M-PED/01 e gli insegnamenti saranno incentrati sulla Psicologia dell’educazione e sulla Pedagogia generale e sociale.

Costi e durata

Il corso prevede una durata totale di 1500 ore da seguire in parte online e in parte di persona e ha un costo di 500 euro. Al termine del percorso di studi avrai così la possibilità di ottenere i 24 cfu necessari per possedere i requisiti di ammissione al concorso docenti così come stabilito ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. 59/17, il d.m. 616 del 10 agosto 2017.

Sfrutta l’occasione e rivolgiti ad Alderedu che ti spalancherà le porte per il mondo dell’insegnamento prendendoti per mano e guidandoti all’ottenimento dei 24 crediti necessari per diventare insegnante in previsione della prossima Graduatoria Docenti.

La startup Alteredu

Alteredu nasce in Calabria, nello specifico in un piccolo paesino della provincia di Cosenza, con l’obiettivo di fornire competenze e certificazioni ai giovani italiani e renderli competitivi nel mercato del lavoro. Curioso come il progetto si sviluppi proprio in una regione in cui c’è un forte bisogno di riduzione del gap digitale tramite una educazione orientata in questa direzione.

Alteredu, oltre all’acquisizione di 24cfu per insegnare, offre numerosi corsi e-learning esclusivamente con certificazione immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. La maggior parte dei corsi presenti nel catalogo del sito sono dedicati a chiunque voglia ampliare le proprie competenze, arricchire il proprio CV o ottenere punti per partecipare a specifici concorsi.

La startup ha preso il via grazie all’associazione di promozione sociale Futuro Digitale, diventata ormai importante no-profit riconosciuta a livello europeo e partecipante, ormai, a più di 100 progetti europei.

Uno dei grandi vantaggi di Alteredu è la possibilità offerta agli studenti di studiare quando preferiscono dato che la quasi totalità dei corsi offerti è interamente fruibile online, in ogni momento. Anche l’esame finale non farà eccezione.

Sfoglia il catalogo, scarica il PDF e richiedi informazioni per proiettarti nel mondo del lavoro in maniera più autorevole e competente.

 

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Come diventare infermieri: percorso di studio da seguire e titoli da ottenere

infermiere

Quella dell’infermiere è una delle figure professionali più importanti che possano distinguersi in ambito lavorativo; per quanto molto spesso si possa sottovalutare il ruolo di un infermiere, questo stesso può essere considerato come il collante all’interno di una clinica o un ospedale, grazie al suo ruolo e grazie alle sue competenze, che permettono di affidarsi in tutto e per tutto ad un lavoratore simile. In Italia, il ruolo dell’infermiere è disciplinato dal decreto ministeriale n. 739/1994, e prevede una tipologia di formazione che riguarda sia il percorso scolastico e universitario da seguire, sia i titoli che devono essere ottenuti per esercitare la professione stessa. Tutto ciò che c’è da sapere per comprendere come diventare infermieri. 

Quale università frequentare per diventare infermieri?

Il primo interrogativo che potrebbe essere posto a proposito di come diventare infermieri riguarda, chiaramente, il percorso scolastico e universitario da seguire, in grado non soltanto di offrire tutte le conoscenze necessarie per l’esercizio della professione, ma anche di rispettare le discipline del decreto ministeriale. Indipendentemente dal tipo di liceo o istituto scolastico frequentato, se si vuole diventare infermieri bisognerà necessariamente un corso di laurea triennale in Infermieristica o in Infermieristica pediatrica (codice L/SNT1).

Al di là delle specifiche denominazioni, che riguardano il singolo ateneo e che possono differire in base alla propria scelta, è importante seguire il codice del corso di laurea triennale, che potrebbe essere incluso anche all’interno di facoltà di Medicina e Chirurgia, purchè queste stesse siano abilitanti per l’esercizio della professione. 

Frequentare queste facoltà è definito dal medesimo meccanismo che riguarda una naturale iscrizione a un corso di studi di medicina: gli aspiranti candidati devono rapportarsi al numero chiuso delle facoltà, e per questo hanno bisogno di sottoporsi ad un test di ingresso che riguarda materie come cultura generale, ragionamento logico, fisica, matematica, biologia e chimica. Durante la frequentazione del corso di laurea, gli studenti diventeranno anche tirocinanti, e svolgeranno una prova finale che ha valore di esame di stato: si tratta di un passaggio necessario e imprescindibile, dal momento che il suo superamento garantisce la possibilità di iscriversi all’albo degli infermieri. 

Come iscriversi all’albo degli infermieri

Step necessario, a seguito del superamento dell’esame di stato, è l’iscrizione all’albo degli infermieri, che garantisce la possibilità di esercitare la professione all’interno di ospedali, cliniche e altri istituti di cura. In Italia esistono 102 Ordini che riguardano le professioni infermieristiche, suddivisi – naturalmente – in base a classificazioni regionali e territoriali. Gli stessi sono, inoltre, gestiti dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche.

Un ultimo appunto riguarda i requisiti tecnici che permettono di inoltrare la domanda di iscrizione agli albi degli infermieri, indipendentemente da quello che sarà scelto dal soggetto. La domanda va presentata in carta da bollo e presentata all’Ordine seguendo le procedure che sono sancite dallo stesso: chiaramente, alcune caratteristiche sono variabili e per approfondire le stesse è necessario rivolgersi allo stesso. Tuttavia, alcune limitazioni sono comuni, e riguardano l’eventuale situazione di condanna penale o civile a carico del soggetto richiedente, che rende impossibile un’accettazione della richiesta di adesione all’albo degli infermieri. 

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Come diventare un professionista SEO

professionista SEO

Per diventare un professionista serio di SEO, dobbiamo essere curiosi per tutte le nuove scienze del mondo che ci circonda.
Spesso si intraprende questa strada per curiosità, che poi si traduce in passione per un lavoro che ti dà la possibilità di evolvere le tue capacità creative e la passione del continuo sapere a imparare nuove conoscenze ampliando le proprie qualità di Marketing.

Formarsi con corsi professionali

Studiare e fare continua esperienza, può essere una base, ma formarsi con un corso SEO professionale, tenuto da professionisti del settore, è importante per la propria crescita professionale, ci aiuta a darci sicurezza in questo lavoro che è in aggiornamento continuo.
Il professionista SEO possiede un bagaglio d culturale che gli permette di conoscere determinate tecniche di posizionamento e conversione.
Quindi analizza e corregge ottimizzando un sito web ponendosi come punto cardine per incrementare l’attività in traffico e conversioni.

Il consulente SEO ha dei compiti ben precisi da svolgere deve in primis capire di quello che il cliente ha realmente bisogno, identificando gli obbiettivi, come: il posizionamento del marchio, individuare l’obbiettivo e cercare di potenziare al meglio la strategia di marketing.

Ricercatore SEO

Controllare il sito web già operativo, scrutando ogni minimo particolare per trovare determinati problemi esistenti che impediscono di svilupparsi.
Controllare com’è l’indicizzazione del sito e quale rapidità abbia il download delle pagine.

Parole keyword

Individuare la parola chiave che può accrescere maggiori interessi di vendite.
Cercare altre parole chiavi anche avendo un basso impatto competitivo, ma che hanno un forte incremento sulle vendite.

Ottimizzazione per i motori di ricerca

Comparazione valutando gli argomenti di ottimizzazione delle pagine in modo singolare attraverso il titolo, la descrizione, H1, H2, e le illustrazioni.
Modificare la formattazione ottimizzando i contenuti.
Usare la parola chiave nei titoli e sottotitoli nella fase di indicizzazione, e il corretto uso di interpretazione per la comprensione facile del sito, dalla parte dei motori di ricerca, è un lavoro che può fare un corso SEO professionale.

Incuriosire e attrarre clienti nel sito

Un esperto SEO deve attrarre il visitatore incuriosendolo a leggere le pagine del sito e aumentare le visite sul sito, migliorare l’esperienza del visitatore, portandolo a trovare il prodotto giusto, senza abbandonare il carrello, facendo un’ottima esperienza dell’uso dei motori di ricerca, questo contenuto deve possedere la strategia del Content Marketing, che puoi sapere solo se hai studiato bene i concetti base del Marketing.

Formazione professionale

Ed è essenziale la capacità tecnica, conoscendo HTML5 e CSS, e dei CMS molto importante per questo lavoro. Sapere come Google e altri decifrano il sito, oppure fare campagne pubblicitarie realizzando contenuti di efficace fruibilità e comprensione delle pubblicità a pagamento, sarà più facile capire tutto questo grazie a un corso SEO professionale.

Aggiornamenti continui

Mantenersi aggiornati quotidianamente nei motori di ricerca, che aggiornano i loro dati continuamente, modificando gli algoritmi giornalmente.
Importate capire i link e come usarli per comprendere al meglio gli algoritmi del motore di ricerca, per poi fare un’ottimizzazione del siti web.

Esperienza per sapere

Per acquisire sempre nuovi dati, è utile leggere libri che trattano l’argomento SEO, e ricavare informazioni certe solo da fonti sicure e attendibili.
Ma un corso SEO professionale sarà il migliore dei metodi, per riuscire a capire quanto sia metodico e non facile essere un professionista SEO.

E fondamentale fare esperienza SEO diretta per comprendere al 100% tutte capacità che si posseggono e quello che dobbiamo ancora apprendere, (anche se non si finisce mai di imparare) per intraprendere seriamente questo lavoro, accettando di sbagliare e imparando da ogni sbaglio, facendone tesoro.

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Sinonimi di “I think” in inglese, ecco quali sono..

Sinonimi di "I think"

To think è un verbo che può avere tante diverse sfumature di significato, a seconda del contesto in cui viene utilizzato e dell’esatto significato che vuoi intendere come frutto del tuo pensiero; imparare i sinonimi in inglese è importante sia per arricchire il tuo vocabolario, sia per esprimerti nel migliore dei modi in tutte le situazioni possibili.
Vediamoli insieme.

I sinonimi

I think in inglese si può usare per indicare tutta una serie di espressioni con significati anche solo leggermente differenti a seconda del contesto; si tratta infatti di un verbo dalle tantissime sfaccettature, che può essere sostituito in tanti modi da:

      • I believe con significato letterale di credere, utile per esprimere un pensiero e un punto di vista personale;
      • I am of the opinion per indicare l’opinione personale di chi sta parlando, il suo diretto punto di vista;
      • to ponder ovvero ponderare, cioè soppesare un determinato concetto, riflettere con attenzione su qualcosa, con uso in contesti piuttosto formali;
      • to consider quando si parla di un parere frutto di una lunga riflessione, anche questo verbo va usato in contesti formali e dipende molto dall’interlocutore;
      • to be convinced, indicando la profonda fede in ciò che si sta dicendo, mirando a convincere l’interlocutore della bontà di uno specifico concetto;
      • to reckon, usato in contesti informali con il significato sia di pensare sia di credere a una determinata idea.

Come si può vedere, gli impieghi di questi sinonimi sono davvero tanti (e altri ancora ce ne sarebbero), quindi è utile riflettere con attenzione su ciò che vuoi intendere e cosa miri ad ottenere esponendo il tuo pensiero; importante è anche determinare chi sia il tuo interlocutore e quale sia il contesto del vostro discorso, così da poter scegliere il sinonimo più appropriato nella giusta situazione.

Sinonimi distinti per significato

To think non si usa solo per intendere pensare, in quanto esistono diversi sinonimi che si usano sulla base del significato che scegli di dare a questo verbo.
Eccone alcuni esempi distinti per significato:

      • Think nel senso di Believe, ovvero per esprimere una convinzione, si potranno usare questi sinonimi: believe, hold that, conclude, esteem, conceive;
      • Think intendendo Anticipate, cioè per indicare la convinzione di chi sta parlando: anticipate, expect, figure, suppose, imagine, guess, reckon, presume, foresee, surmise;
      • Think nell’accezione di Judge, per esprimere un giudizio: judge, consider, reckon, deem;
      • Think per intendere Ponder, ossia per esprimere una decisione su cui si sta accuratamente riflettendo: ponder, reflect, contemplate, deliberate, meditate, ruminate, cogitate;
      • Think intendendo Remember, utile nel caso si esprima un’idea come frutto di un ricordo, di un’esperienza passata: remember, recall, recollect, review, bring to mind, call to mind;
      • Think inteso come Consider, per indicare il processo con cui stai prendendo in considerazione qualcosa: consider, contemplate, mull over, deliberate about, weight up.

Da questi esempi si evince come sia possibile un utilizzo più specifico del verbo preso in esame e da quante varianti esistano; il tutto ricordando che, anche se sembrano tante, ce ne sono molte altre, che verranno fuori analizzando con attenzione il corretto significato inteso, l’interlocutore e il risultato che si sceglie di ottenere all’interno di specifici contesti.

Altri sinonimi con esempi multimediali

Oltre agli esempi appena citati, ci sono tanti altri sinonimi di To think (l’inglese è una lingua più ricca di sfumature di quanto tu possa immaginare) che potrai visionare tramite alcuni video che mostrano tutta una serie di utilizzi pratici e che sono molto utili per comprendere al meglio le diverse accezioni del verbo;

È sempre importante contestualizzare i diversi significati dei verbi, così da poterli differenziare e gestire nel modo più appropriato, tenendo sempre conto che si tratti di meccaniche che si imparano solo con l’uso e che vengono spontanee con la pratica sul campo.

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Consigli utili per aiutare i propri figli senza scuola e amici

bambino noia

Molti bambini in tutto il mondo hanno abbandonato temporaneamente la scuola a causa del coronavirus.

Per questo motivo, è probabile che molti provino ansia. Ma come possono i genitori aiutare i loro figli in questa situazione?

Sebbene in condizioni normali milioni di bambini attendono con ansia il periodo di vacanza per essere liberi da responsabilità, quello che stanno vivendo ora non è normale . È probabile che trascorrano giorni e notti senza uscire di casa con i genitori.

Non avranno molti contatti con i loro amici e per gli adolescenti l’annullamento dei rapporti amicali genera una sorta di trauma.

Questa situazione diventa preoccupante sia per genitori che per i figli che dovranno affrontare insieme questo periodo. Sarà molto stressante perché oltre alle conseguenze per l’educazione e lo sviluppo sociale dei propri figli, dovranno aggiungerci le incertezze a livello di salute, economiche e lavorative.

Routine costante

Si raccomanda ai genitori di stabilire una routine chiara, soprattutto per i più piccoli. Ad esempio, un paio d’ore di studio al mattino o un’attività artigianale in un momento specifico nel pomeriggio.

Ciò vale soprattutto per i bambini in età pre-adolescente che tendono a isolarsi rapidamente se trascorrono molto tempo da soli.

Pertanto, i genitori dovrebbero giocare con loro e motivare i più avventurosi a prendere questa situazione come un ‘”avventura”. Va notato che questa strategia potrebbe non funzionare con i bambini più sensibili che avranno bisogno di maggiori rassicurazioni.

L’insegnante consiglia inoltre ai compagni di classe o ai membri di un gruppo musicale o di una squadra sportiva di rimanere in contatto tramite Skype, FaceTime o qualunque altro servizio di videochat. In questo modo possono giocare e condividere tra loro l’andamento delle rispettive giornate. Anche le videolezioni dovrebbero avvenire, soprattutto in determinate fasce d’età, in maniera meno rigida rispetto alle consuete lezioni.

I genitori dovranno essere creativi nel mantenere i loro figli in contatto con i loro amici e inventandosi nuovi giochi e modi per passare il tempo e non farli sentire eccessivamente annoiati e in ansia. Potrete anche fargli studiare l’inglese o fargli fare qualche altro corso che gli consenta di imparare qualcosa di nuovo divertendosi.

Dors | "Mamma mi parli del Coronavirus?"

Uscite di casa (quando è possibile)

Uscire di casa non è più così facile, il che può aggiungere una sensazione di claustrofobia. Coloro che possiedono giardino, terrazza, patio o balcone sono agevolati e possono usarli per prendere una boccata d’aria fresca e fare esercizi fisici.

È necessario mantenere un equilibrio tra salute mentale e fisica tenendo sempre presente delle restrizioni di ogni singola zona del nostro Paese.

Qualora sia possibile andare al parco o stare in mezzo alla natura, non c’è posto più salutare e meno pericoloso.

Limita il pessimismo ma sì realista

È quasi impossibile tenere lontani i più piccoli dal parlare del coronavirus, soprattutto se i genitori vogliono essere a conoscenza degli aggiornamenti tramite radio, giornali e televisione.

Tuttavia è consigliabile non esporre i bambini sotto i 10 anni di età a nessun tipo di notizia allarmante  a meno che non si tratti di uno spazio dedicato a quella fascia di età e che sa trattare il tema nell’ottica giusta.

Sebbene gli adolescenti siano più preparati a esprimere i propri giudizi, non dovrebbero essere lasciati nelle loro stanze per ore a cercare in Internet o utilizzare i social media senza supervisione. Anche la ricerca di notizie in merito al virus potrebbe avvenire secondo canali e fonti sbagliate creando un’idea errata della situazione che stiamo vivendo.

Un’altra potenziale conseguenza di così tante informazioni per i bambini è il “senso di colpa”.

I bambini potrebbero pensare che se tutto questo stia accadendo a causa di qualcosa che hanno fatto. È una situazione molto strana per loro . Dobbiamo insegnargli che non è colpa loro e che i bambini di tutto il mondo stanno vivendo la stessa esperienza e non è colpa di nessuno.

Le notizie sul coronavirus sono scoraggianti per le persone di tutte le età ma i genitori possono offrire una prospettiva diversa.

Allevia le loro paure pur essendo realistico. Non avrebbe senso negare tutto ciò che sta succedendo accanto a noi perché è inevitabile che il ragazzo ne sia direttamente coinvolto ma allo stesso tempo non c’è motivo di allarmare con il numero di morti o la possibilità di contrarre il Covid.

Preparati alle loro domande

Sarà difficile ma dobbiamo provarci. Dobbiamo includere i bambini in queste discussioni. Dall’età di 4-5 anni vorranno essere sempre aggiornati.

Le conversazioni tra i genitori su come sono preoccupati per il coronavirus possono protrarsi per tutto il giorno fino a che i bambini non andranno a letto e le domande al riguardo potrebbero essere tante. Preparatevi preventivamente le possibili risposte per evitare di sbagliare le risposte e creare uno stato di ansia o eccessiva rilassatezza nel bambino.

Quando finirà?

In molte occasioni, i bambini chiederanno se siamo vicini alla fine della pandemia

Per i più piccoli è un nuovo concetto. Dovrete fargli immaginare che sarà una specie di vacanza  lunga ma forse non altrettanto divertente.

Sicuramente dovrete rispondere a questa domanda a cui nessuno saprà date una risposta certa. In questo caso però, anche grazie all’imminente inizio della vaccinazione, dovrete infondere positività e cercare di alleggerire il carico di preoccupazione dei vostri figli.

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Isu centro studi: la formazione online di riferimento per il tuo diploma

L’ e-learning oggi permette una formazione a distanza attraverso aule virtuali. L’ Isu centro studi si avvale di questa grande opportunità ed offre molte occasioni di formazione ed apprendimento sia personali che professionali.
Ecco una guida per capire come funziona il metodo di Isu e quali vantaggi e benefici offre nell’era più social e mobile di tutti i tempi.
L’istituto si avvale della formazione a distanza, nota appunto come e-learning, per far seguire corsi ed aumentare le competenze sia di professionisti che di studenti di ogni età.
Attraverso la predetta formazione a distanza, il Centro Studi utilizza, da remoto, piattaforme web accessibili tramite PC, Tablet, o smartphone ed una connessione ad internet: tutto ciò permette di effettuare videostreaming, videoconferenze, lezioni registrate o in diretta rivolte a numerosi utenti.
Con questo metodo è possibile completare corsi di ogni tipo senza seguire lezioni in aula ma stando comodamente a casa o in azienda.
Dunque:

  • l’interattività: che finalizza il percorso formativo al learning by learning;
  • la modularità di ogni lezione: che compone l’intero corso per far si che, sia lo studente che il professionista, possano usufruirne in base alle specifiche esigenze, anche tenendo conto degli orari a loro più opportuni per una formazione e un aggiornamento continui;
  • flessibilità di utilizzo della piattaforma
  • la multimedialità e la personalizzazione dei corsi: a seconda del tempo che si ha a disposizione o della personale storia professionale.

Come funziona l’ e-learning?

Si accede tramite una rete internet alla piattaforma dedicata a si ha accesso ai percorsi di apprendimento scelti con: testi, audio e video; la scuola online monitora continuamente ogni corso ed ogni attività proponendo test di valutazione e favorendo l’interazione sia tra gli studenti, sia tra questi ultimi e gli insegnanti preposti.
I corsi proposti sono rivolti sia agli studenti che vogliono conseguire il diploma di stato (con lezioni individuali e di gruppo), sia a coloro che vogliono seguire un percorso accademico universitario.
Con i corsi si possono conseguire:
– il diploma liceo classico,
– il diploma liceo scientifico,
– il diploma liceo linguistico,
– il diploma liceo scienze umane,
– il diploma liceo socio- pedagogico,
– il diploma in costruzioni,
– il diploma in ambiente e territorio,
– il diploma in amministrazione, marketing e finanza,
– il diploma in elettronica,
– il diploma in elettrotecnica,
– il diploma alberghiero,
– il diploma in servizi socio sanitari,
– il diploma di informatica,
– il diploma in scienze del turismo,
– il diploma di geometra,
– il diploma tecnico commerciale,
– il diploma tecnico industriale,
– il diploma di operatore meccanico.
Il Centro vanta una grande esperienza anche in corsi online universitari per materie inerenti:
– la facoltà di giurisprudenza,
– la facoltà di scienze politiche,
– la facoltà di economia e commercio
– la facoltà di ingegneria.
La struttura sostiene, sulla sue piattaforme, lo studente universitario per la preparazione degli esami e lo assiste durante l’elaborazione della tesi di laurea sia con l’aiuto interattivo di docenti esperti sia in fase di ricerca bibliografica, sia durante la stesura della tesi.
I corsi universitari organizzati online possono essere sia collettivi che ad hoc.
Gli studenti sono seguiti anche in tutte le fasi burocratiche relative ai loro studi occupandosi del disbrigo di ogni pratica, come ad esempio:
– il pagamento delle tasse,
– richiesta di certificati,
– acquisto di testi e codici,
– prenotazione agli esami,
– presentazione della domanda della tesi di laurea.
Come esposto, diplomarsi e laurearsi online con Isu è semplice, divertente ed efficace poiché ogni studente trova il suo metodo grazie alla personalizzazione della didattica in base alle sue capacità e alle sue caratteristiche ed affiancato anche in ogni fase burocratica del suo percorso di studi. Ogni allievo ha il suo approccio allo studio e Isu, grazie alla formazione online, gli permettere di raggiungere i suoi obiettivi e di superare-gli ostacoli.
Inoltre, in questo momento in cui la pandemia rende difficile le lezioni in presenza, l’Isu permette la continuità didattica, l’interazione tra gli studenti e i professori rendendo lo studio dinamico, interattivo e offrendo soluzioni che permettono di studiare, apprendere, migliorarsi e imparare da casa o stando in ufficio.

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Team Building, come funziona e a cosa serve

team building

Cos’è il team building?

La formazione dei team di lavoro consiste nel riunire professionisti con competenze diverse al fine di raggiungere degli obiettivi aziendali ben definiti. I gruppi di lavoro sono generalmente composti da 2 a 10 persone.

Un gruppo di lavoro ha un obiettivo comune e per raggiungerlo condivide percezioni, idee e opinioni, all’interno di un lavoro collaborativo in cui cooperano e si aiutano a vicenda, risolvono disaccordi e, tutto ciò, non accade dal nulla ma deve essere costruito lentamente.

La formazione dei team di lavoro cerca di snellire, completare e perfezionare questo processo. Anche se sono piccoli gruppi, è inteso che vi siano all’interno persone con diverse competenze professionali e qualità personali diverse in modo da poter svolgere i loro compiti in sinergia con gli altri.

Diversi tipi di gruppi di lavoro

La formazione delle squadre di lavoro è sempre preparata sulla base delle esigenze dell’organizzazione e se ne possono distinguere diversi tipi.

Team building informale

Sono creati naturalmente e con uno scopo sociale. I membri di questo gruppo sono legati da un interesse comune in questioni come le condizioni di lavoro. La leadership e la formazione di queste squadre è solitamente organica, nessuno nell’organizzazione coordina la loro creazione.

Gruppi di lavoro tradizionali

La formazione di questi gruppi di lavoro si basa su funzioni e compiti correlati. Stiamo parlando di reparti o aree dell’azienda che lavorano con uno scopo comune. La sua formazione e la definizione della leadership è solitamente controllata dall’organizzazione sulla base della valutazione degli obiettivi e degli interessi che l’azienda ha pianificato.

Squadre di lavoro per risolvere problemi

Questi gruppi di lavoro nascono da problemi che non possono essere risolti in modo tradizionale o all’interno delle scale dell’organizzazione. Per la loro origine, questi gruppi sono solitamente formati da lavoratori di diversi settori che si uniscono per trovare soluzioni concrete.

Team di leadership

Questi gruppi di lavoro sono costituiti da una direzione responsabile di un gruppo di lavoro. Si basa sulla gestione per obiettivi .

Coinvolgere e guidare un team per realizzare un progetto, sviluppo prodotto, strategie, marketing o approccio al marchio.

Gruppi di lavoro autodiretti

Questi gruppi di lavoro ricevono un obiettivo dall’organizzazione o diversi compiti che svilupperanno in modo indipendente. Non esiste una struttura gerarchica al loro interno e, in molti casi, non ci sono nemmeno leadership prestabilite. La sua conformazione è flessibile.

Formazione di team di lavoro virtuali

I team di lavoro virtuali si sono sviluppati poiché la tecnologia ha consentito nuove opzioni di impiego. Attraverso varie piattaforme, le aziende costituiscono gruppi che comunicano e praticano dinamiche lavorative attraverso Internet.

Dopo la comparsa del coronavirus molte aziende hanno iniziato a implementare il telelavoro e questa tipologia di gruppo di lavoro ha preso maggiormente piede.

Team building: divertirsi per lavorare meglio - PMI.it

Chiavi per la formazione delle squadre di lavoro

Affinché la formazione delle squadre di lavoro abbia più successo, è consigliabile seguire i seguenti suggerimenti:

Riconoscimento e accettazione dell’obiettivo comune

I gruppi di lavoro funzionano anche dalla motivazione. Per promuoverlo, si raccomanda di valutare che i membri del team abbiano chiari gli obiettivi fissati, che ne comprendano il valore e si impegnino a raggiungerli in modo convinto e motivato.

Il processo decisionale

Durante la formazione delle squadre di lavoro, le gerarchie sono generalmente miste. A seconda del tipo di gruppo, ci possono essere più o meno responsabili. L’importante, in ogni caso, è che il gruppo sia in grado di prendere decisioni attraverso il consenso, raggiungendo accordi attraverso il dialogo.

Attenzione al lavoro di squadra

Per capire come funziona il team, si consiglia di effettuare valutazioni delle prestazioni per rimanere aggiornati sul fatto che i membri del team stiano performando al meglio.

Clima organizzativo

Quando il gruppo di lavoro si sente a proprio agio nell’organizzazione e ne incoraggia la partecipazione, si generano dinamiche positive per la crescita aziendale .

Curare i rapporti di lavoro, rendere felici i dipendenti , monitorare il carico dei compiti o evitare la noia sul lavoro sono fattori che contribuiscono a generare un clima organizzativo adeguato.

Nel caso in cui l’azienda abbia dubbi su come possa funzionare il gruppo di lavoro, è opportuno conoscere il parere dei dipendenti affidandosi ad un sistema di rilevazione che si prende cura della riservatezza delle informazioni ricevute.

Condizioni adatte per il lavoro

Sebbene sia vero che ogni organizzazione ha regole e metodi di lavoro specifici, quando si formano squadre di lavoro è conveniente essere flessibili, offrire una serie di vantaggi o condizioni di lavoro favorevoli in modo che le persone siano motivate e si sforzino di raggiungere di obiettivi.

 

Infine, anche svolgere delle attività ludiche fuori dall’orario di lavoro può aiutare a creare una maggiore coesione all’interno dello stesso per far entrare maggiormente in simbiosi le persone e farle lavorare in maniera migliore per l’obiettivo comune.

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Consulente finanziario: ecco perché la tua azienda non può farne a meno

Se sei un imprenditore sai perfettamente quanto il mercato odierno sia soggetto a continue oscillazioni e cambiamenti di rotta che rendono necessario saper affrontare al meglio i rischi insiti nella gestione finanziaria dell’azienda.

Per far ciò, è fondamentale ricevere adeguata Consulenza Finanziaria aziendaleavvalendosi anche di un proprio consulente finanziario in quanto persona adatta a poter gestire quest’aspetto.

Gestire il rapporto, sempre complesso, con le banche, è infatti un aspetto essenziale per far sì che un’attività possa crescere e prosperare nel tempo e il consulente finanziario costituisce allo scopo un supporto di fondamentale importanza.

Ecco perché non puoi farne a meno.

Chi è il Consulente finanziario indipendente (o autonomo)

Quella del consulente finanziario indipendente o autonomo è una figura professionale specifica che non va confusa con altre che, con molta approssimazione, potrebbero sembrare ad essa simili, ad esempio il broker.

Il compito del suddetto consulente, infatti, consiste essenzialmente nel consigliarti le soluzioni più vantaggiose in fatto di investimenti, previdenza, mutui e gestione finanziaria in generale.

Non è né un venditore né un intermediario, bensì una figura che lavora esclusivamente per i tuoi interessi, svincolato da banche ed assicurazioni, da cui, ovviamente, non percepisce alcun compenso.

In piena trasparenza e libertà, egli ti aiuta in tutte le tue scelte finanziarie ma soprattutto potrai usufruirne in maniera continuativa oppure per singolo progetto.

Poiché lavora a parcella, inoltre, il costo delle sue prestazioni si sa in anticipo, senza sorprese.

Va da sé che il consulente finanziario possiede un’ottima preparazione sia teorica che pratica.

A garanzia e tutela del cliente, esso, dopo aver sostenuto e superato un apposito esame di Stato sotto controllo della Consob, si iscrive all’Albo professionale della sua categoria.

Il conseguimento di Master e corsi di formazione, infine, accerta le sue competenze in materia.

Cosa fa il Consulente finanziario

Il consulente finanziario indipendente si occupa di tutti quegli aspetti che vanno ad incidere sulle risorse economiche dell’azienda.

Tra i suoi compiti principali si possono elencare:

  • verifica dei costi e condizioni applicate dagli istituti bancari sui conti correnti dell’azienda;
  • confronto delle proposte bancarie riguardo ai vari servizi offerti;
  • monitoraggio assiduo dei contratti di mutuo, leasing e finanziamenti a tutela dell’azienda;
  • studio ed analisi dei tassi d’interesse;
  • comunicazione con la Banca d’Italia;
  • perizie per qualsiasi tipo di contenzioso bancario;
  • ottimizzazione della gestione della liquidità a disposizione dell’azienda e della tesoreria;
  • gestione del trattamento di fine rapporto per i lavoratori dipendenti e di fine mandato per gli amministratori;
  • controllo della congruità, dei tassi e dei costi delle garanzie che le banche richiedono.

Il ruolo fondamentale di un consulente finanziario

Quanto finora detto è di per sé più che sufficiente a capire quanto sia vantaggioso per un imprenditore affidarsi ai servizi di un consulente finanziario indipendente o autonomo.

La gestione finanziaria di un’azienda, oggi più che mai, risulta essere complessa e, a volte, caotica, ma il consulente finanziario è la figura giusta per ottimizzarla e per renderla decisamente più lineare e chiara sotto ogni aspetto.

Inoltre, è indispensabile che essa sia monitorata nel tempo ed anche a questa mansione il consulente può ottemperare con la massima efficacia.

La maggior parte delle problematiche connesse alla gestione finanziaria aziendale possono trovare la soluzione ideale semplicemente rimettendole alla competenza del professionista più adatto allo scopo, ovvero il consulente finanziario.

Se la valorizzazione delle strategie di vendita della tua azienda assorbe tutto il tuo tempo, assumi un Consulente che possa occuparsi per intero delle attività finanziarie connesse alla tua impresa.

È il migliore investimento che tu possa fare per il tuo business e per far sì che esso si consolidi e diventi più competitivo che mai.

 

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Quanto costa diffamare qualcuno online?

risarcimento-diffamazione

Diffamare gravemente, oggigiorno, è divenuto più facile che mai. Tutti abbiamo la possibilità di sparlare di altri “in pubblico”, nascondendoci dietro un rassicurante schermo. Anche per questo motivo, vengono sottovalutati troppo i pericoli dei moderni mezzi di comunicazione (come i social network) quando si tratta di scrivere commenti, post o articoli offensivi su altre persone.

Pochi sanno che le comunicazioni sui social (come Facebook) che si rivolgono a un numero indeterminato di destinatari possono integrare il reato di diffamazione aggravata. Per questo tipo di diffamazione è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni o una multa non inferiore a 516 euro. Ma non è tutto. Il colpevole di diffamazione dovrà sostenere anche le spese legali e risarcire gli eventuali danni.

Molti utenti social, magari abituati a commentare abbastanza liberamente, oppure che in passato hanno scritto post o commenti al limite dell’offensivo, potrebbero a questo punto chiedersi quanto si rischia… cioè, quanto può costare (in termini economici, ma non solo) uno scritto diffamatorio online? Se, dopo aver scritto un commento/post/articolo discutibile su una terza persona, quest’ultima minaccia di querelarti – oppure di fatto ti querela e inizia un procedimento penale – a cosa puoi andare incontro?

La gravità della diffamazione

Posso anticipare che non c’è una risposta semplice. Dipende ovviamente, tra l’altro, dalla gravità della dichiarazione, dalla tipologia e diffusione del mezzo, dall’entità dei danni che si cagionano alla persona offesa.

Per quanto riguarda la gravità della dichiarazione, in principio è più grave attribuire alla persona offesa un fatto determinato denigratorio piuttosto che offenderlo con epiteti generici o volgari. Per quanto riguarda la diffusione del mezzo, è più grave la diffamazione realizzata tramite un post visualizzato da migliaia di persone piuttosto che tramite un commento in un gruppo chiuso visualizzato da una decina di utenti. Inoltre, la diffamazione mediante attribuzione di un fatto determinato è ancora più grave se realizzata “a mezzo stampa”. La giurisprudenza di legittimità sostiene che anche le testate telematiche (cioè i “giornali online” non i social o i semplici blog) sono equiparabili alla stampa classica.

La pena

Per la diffamazione a mezzo stampa o tramite un mezzo di pubblicità (tra i quali rientrano comunicazioni a un numero indeterminato di destinatari tramite internet, i social, ecc.) è prevista (art. 595 comma 3 c.p.) la pena della reclusione da sei mesi a tre anni o una multa non inferiore a 516 euro. Per la diffamazione a mezzo stampa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è più grave, potendo arrivare a sei anni di reclusione (oltre a quella della multa non inferiore a lire 500.000).

Nella pratica, la pena della reclusione non è quasi mai applicata e, nel caso della diffamazione online, essa consiste di solito in una multa di diverse centinaia di euro. Tuttavia, una pena detentiva – anche se sospesa – oppure una pena pecuniaria, hanno altri spiacevoli effetti (si pensi solo al fatto di avere una fedina penale “sporca”). Alla pena possono essere accompagnate altre misure, come l’ordine di pubblicare una rettifica o la sentenza, oppure di cancellare il contenuto diffamatorio (leggermente diversa è la questione della cancellazione dei contenuti legati all’esercizio del “diritto all’oblio”).

Le spese legali

La persona condannata per il reato di diffamazione è condannata anche a pagare le spese di giustizia e le spese legale di controparte. Questo significa che bisognerà rimborsare il costo dell’avvocato della persona offesa eventuale parte civile (oltre ovviamente a dover pagare il proprio avvocato!).

Quantificare queste spese in linea generale è impossibile, in quanto dipendono da molti fattori, tra cui la lunghezza e la complessità del processo. Nel caso tipico, stiamo parlando di migliaia d’euro di spese legali.

Il risarcimento dei danni

Ogni reato obbliga il colpevole a risarcire i danni cagionati da esso. Quella del risarcimento danno può essere la voce di “costo” più pesante. I danni conseguenti a un episodio di diffamazione possono essere sia “patrimoniali” che “non patrimoniali”.

Quelli patrimoniali consistono in una perdita economica o in un mancato guadagno. Immaginiamo il caso in cui il colpevole abbia pubblicato un post su Facebook criticando ingiustamente un professionista, accusandolo di essere disonesto e incompetente. Se a causa di questo post il professionista perde alcuni clienti, il colpevole potrebbe essere condannato a risarcirgli il mancato guadagno.

Il danno non patrimoniale è quello più comune quando si tratta di diffamazione. La diffamazione, infatti, causa generalmente una sofferenza soggettiva nella vittima che vede la propria reputazione danneggiata (danno morale), e potrebbe danneggiare le relazioni interpersonali o comunque compromettere l’ambiente sociale di riferimento (danno esistenziale).

Non vi è un criterio preciso per quantificare il danno non patrimoniale. Tuttavia, esistono indirizzi di massima nei Tribunali che liquidano “equitativamente” il danno in base alla gravità della diffamazione e ad altre circostanze del fatto. Si può affermare – in modo molto approssimativo – che i danni non patrimoniali conseguenti ad un fatto di diffamazione a mezzo stampa di media gravità vengano quantificati mediamente in circa ventimila euro.

Conclusione

Insomma, un processo e una condanna per diffamazione non si augurano a nessuno! Ma proprio per questo bisogna stare oltremodo attenti a quello che si scrive sulla rete. Altrimenti, ci si potrebbe pentire amaramente di un commento stupido che – francamente – ci si poteva benissimo risparmiare.

Avv. A. Luis Andrea Fiore

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