Come ottenere il brevetto assistente bagnanti?

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Per ottenere il brevetto assistente bagnanti, chiamato più comunemente brevetto bagnino, è possibile rivolgersi a tre Federazioni autorizzate: la FIN (Federazione Italiana Nuoto), la FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico) e la SNS Genova (Società Nazionale di Salvamento Genova). I brevetti hanno tutti la stessa valenza, anche se prevedono procedure ed esami diversi.

Il corso assistente bagnanti della FIN e della SNS Genova comprendono anche l’estensione mare. In pratica, dopo aver conseguito il corso per diventare bagnino nelle piscine, è sufficiente seguire un percorso extra formativo per estendere l’abilitazione anche alla supervisione in mare. La FISA prevede invece due percorsi formativi distinti e separati per la piscina e per il mare.

Quale corso seguire per il brevetto assistente bagnanti?

Da un punto di vista pratico, i corsi offerti da FIN e SNS Genova sono da preferire poiché consentono di ottenere la cosiddetta estensione mare dopo aver conseguito il brevetto per la sorveglianza in piscina. Il brevetto FISA è più complesso, poiché è necessario seguire due percorsi distinti tra di loro. Partendo dal presupposto che tutte e tre le Federazioni sono qualificate ed affidabili, indubbiamente il certificato rilasciato dalla FISA garantisce una preparazione più completa ed accurata.

Chi vuole conseguire il brevetto per semplici crediti formativi o per una questione di cultura personale, farebbe bene ad optare per i percorsi in un certo senso più malleabili e meno esigenti come quelli della FIN e della SNS Genova. Chi invece punta ad una preparazione completa per una carriera lavorativa nel campo del salvataggio, farebbe bene a seguire i corsi della FISA.

Come sono strutturati gli esami per il rilascio del brevetto FISA?

L’esame per conseguire il brevetto di assistente bagnanti della FISA si suddivide in 4 prove totali.

La prima verte sull’ordinanza balneare e sugli aspetti legati all’assistente bagnanti, sui nodi marinareschi e sugli elementi di meteorologia per gestire gli interventi di salvataggio in base alle condizioni atmosferiche.

La seconda prova prevede i seguenti test fisici:

  • nuotare per 25 m in apnea;
  • nuotare 100 m stile libero in meno di 1’50”;
  • nuotare 50 m in meno di 1’25” in queste modalità: 25 mt andata in stile salvamento; presa di contatto col pericolante posizionato sul fondo della piscina; 25 mt ritorno con una tecnica di trasporto;
  • nuotare 100 mt con maschera snorkel e pinne in meno di 2’ in queste modalità: 50 mt nuoto operativo di superficie; 50 mt trasporto del figurante o del manichino con la cosiddetta tecnica a stampella;
  • nuotare 50 mt alternando 4 tecniche di trasporto del pericolante.

La terza prova consiste in una simulazione del soccorso ad un pericolante con un pattino di salvataggio. Successivamente bisogna sciare in piedi fino a raggiungere un gavitello posizionato ad una distanza non inferiore a 150 m dalla riva, ruotarci intorno, simulare il recupero e tornare a riva entro 6’30”.

Infine la quarta prova verte su: primo soccorso e attivazione di un’emergenza, varie tipologie di annegamento, diverse fasi dell’annegamento e rianimazione cardio-polmonare su pericolante in stato di annegamento.

Da chi è composta la commissione d’esame per il brevetto FISA?

La commissione d’esame della FISA è presenziata dalla Capitaneria di Porto per chi ha deciso di intraprendere il percorso abilitante all’esercizio della professione in mare e piscina. Chi invece ha scelto solo il percorso abilitante alla sorveglianza in piscina, deve seguire l’esame con una commissione esaminatrice presenziata da un medico rianimatore. Chi ha il brevetto piscina ed intende ottenere anche quello mare, deve seguire il corso daccapo ed essere riesaminato una seconda volta dalla Commissione d’esame della Capitaneria di Porto. Come detto precedentemente questo percorso è più arduo, ma da un punto di vista professionale è maggiormente apprezzato ed apre più strade da un punto di vista lavorativo.

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E’ facile e conveniente diplomarsi online?

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Oggi ci sono diverse modalità per completare gli studi. Non tutti decidono di tornare nelle aule scolastiche per diplomarsi, ma scelgono la strada dell’online che negli anni ha acquisito sempre più esperienza grazie alla presenza di numerose scuole molto prestigiose. Sono molti i vantaggi che si possono riscontrare optando per il diploma online e attraverso questo articolo cercheremo di analizzare nel dettaglio questo argomento, dando tutte le informazioni necessarie anche sulle migliori scuole, una su tutte https://www.diplomaroma.it/

Prima di tutto bisogna precisare che, per diventare una scuola online e per insegnare agli studenti, dando loro un diploma, si deve avere l’approvazione e l’autorizzazione da parte del Ministero. Quindi chiunque decida di diplomarsi online, sarà meglio che prima si accerti della presenza di questo aspetto fondamentale, altrimenti rischierà di ritrovarsi con un documento non riconosciuto. Una volta precisato questo, possiamo analizzare nel dettaglio il funzionamento delle lezione online.

E’ facile intuire come si tratti di lezioni a distanza, in particolare si parla della metodologia e-learning. Quindi lo studente non dovrà fare altro che accendere il proprio portatile così da poter iniziare a seguire gli insegnanti direttamente online, potendo anche porre delle domande qualora avesse qualche dubbio. Per quanto riguarda lo studio invece, viene fatto autonomamente, organizzandosi come meglio si vuole e come è più comodo. Una volta ottenuta la preparazione, gli studenti potranno sostenere gli esami e fare le prove scritte.
Altra cosa importante è che si potrà scegliere quando conseguire il diploma, infatti se lo studente è in grado di prepararsi in un anno, potrà raggiungere il traguardo risparmiando molto tempo.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono i vantaggi che si possono riscontrare conseguendo il diploma online. Prima di tutto va detto che questa scelta risulta essere adatta soprattutto per coloro i quali lavorano e quindi non hanno molto tempo a disposizione per frequentare una scuola, ma vogliono comunque proseguire gli studi e concludere il percorso di studi.
Infatti si avrà la possibilità di organizzare il tempo come meglio si vuole, a seconda degli impegni che si hanno. Le lezioni potranno essere seguite in qualsiasi momento, quindi anche quando si ha del tempo libero e si riesce a trovare un buco nella propria giornata.
Altro motivo molto importante potrebbe essere quello di raggiungere l’obietto in molto meno tempo, riducendo notevolmente le tempistiche per ottenere il diploma. Infatti con la scelta online si potranno recuperare più anni in uno solo.
Altra cosa fondamentale è che in questo modo non si dovrà stare fisicamente nell’aula ma basterà un computer e una connessione ad internet e si potrà scegliere di seguire in qualunque luogo si voglia.
Sono sempre più gli adulti che decidono di optare per questa soluzione, proprio per evitare l’imbarazzo di tornare sui banchi di scuole con persone molto più giovani di loro.
Oggi inoltre si ha la possibilità di usufruire di diversi pacchetti che consentono anche di pagare prezzi accessibili a molti.

Una delle migliori scuole online è https://www.diplomaroma.it/, che da la possibilità di conseguire il diploma. Ideale per tutti coloro che hanno perso anni scolastici, che lavorano e quindi non hanno tempo per frequentare con costanza e per preparare gli esami di maturità. Gli studenti avranno la possibilità di usufruire di servizi eccellenti per avere una formazione di altissimo livello.

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Lezioni private online su Docety: la mia recensione

Lezioni private online su Docety

Le lezioni private di Docety sono la mia nuova passione

La lezione uno ad uno è una delle poche cose nella vita che consiglio con tutto il cuore.

Avevo seguito diversi corsi online, preso attestati, fatto ricerche su Google e letto libri.

Eppure quando mi trovavo davanti all’argomento, anche se avevo studiato, l’unico a fare scena muta ero sempre io. Era come se mi mancava quel qualcosa che mi dava la sicurezza per poter rispondere, per potermi buttare davvero nel mio settore.

Perché leggere un libro non ti dà la possibilità di interagire con chi l’ha scritto e se hai una domanda la devi cercare su internet sperando di trovare una risposta almeno attinente a quello che si è cercato. Corsi già pronti?

Ne ho frequentati a dozzine, tutti uguali, tutti con promesse da venditori di ghiaccio agli Eschimesi ed alla fine mi ritrovavo ad andare avanti nei capitoli, a mettere spunte per avere l’ennesimo attestato, l’ennesimo pezzo di carta che non mi avrebbe fatto comunque parlare davanti agli altri.

So perfettamente come si crea un sito WordPress, ma ogni volta rimanevo bloccato in procedure e numeri per me incomprensibili.
Quindi riprendevo il libro, riprendevo il corso e rimanevo impantanato per l’ennesima volta. Poi finalmente la svolta.

Ho scoperto questa piattaforma mentre cercavo l’ennesimo corso. Ho visto che su Docety c’era la possibilità di seguire una lezione privata con il docente. Non avevo ben capito subito di cosa si parlava. Che cos’è una lezione privata? Ho cercato il coach che mi interessava ed ho visto il calendario con i giorni disponibili. Ho prenotato il giorno, l’ora e quello che volevo sapere.

Ora potevo pagare con una semplice carta prepagata oppure comprare dei crediti e tenerli disponibili per altre lezioni: ma non ero sicuro del risultato ed ho preferito prendere solo quella lezione. Un click dopo avevo la mia lezione prenotata per il giorno dopo alle 11:00. 

L’idea dell’aula virtuale mi ha un po’ insospettito. Com’era quest’aula?
Si poteva parlare o era l’ennesimo format pronto? Entro in aula in perfetto orario ed il professore era già lì che mi aspettava.

Prima di far iniziare il tutto ho dato uno sguardo veloce: chat, documenti condivisi, potevo mettere in pausa, chiudere la telefonata, ascoltare il coach e parlare. Per iniziare ho premuto solo il tasto ‘Chiedi la parola’.

Il video è partito ed ho preso appunti, fatto domande e concentrato la lezione proprio sull’argomento che mi interessava. Una lezione ricca, dove ho potuto fare gli esercizi, dove ho toccato con mano i miei limiti! Il professore ha capito subito come riprendermi da quel momento di stallo: avere la possibilità di poter parlare con un luminare del settore, di vederlo in faccia ha un valore di apprendimento che non si può spiegare. 

Con una sola lezione individuale di Docety quel senso di ‘prefabbricato’ ed incartato che hanno i corsi che si possono trovare in internet viene spazzato via.

Forse è il loro fiore all’occhiello, di sicuro è la mia nuova passione. 

Ho imparato più in una lezione privata di un’ora con Docety e non i mille corsi che avevo fatto girando su internet. Ah comunque oggi sono passato ai crediti per due motivi: 1) sono comodi, li compri una volta e sai quanti ne hai, quanto spendi e quanti ne restano in tempo reale; 2) sono più convenienti perché le lezioni con i crediti costano un pochino di meno.

Ed oggi io mi aggiorno di continuo con le lezioni private, mio grande amore, con videocorsi da poter vedere anche quando sono in giro con lo smartphone e ho fatto anche qualche seminario.

Tutto è eccellente, si vede che hanno puntato tutto sulla qualità ed era davvero l’ora di fare pulizia di questi corsi sciacqui che ci sono in giro.

Andrea (Ancona)

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Come diventare infermiere? studi e prassi da seguire

diventare infermiere

La professione di infermiere attira molti giovani i quali hanno interesse verso questo campo e vorrebbero approfondire le proprie competenze. Il percorso per diventarlo non è dei più semplici, ma con gli studi giusti e un notevole impegno si può ottenere un grande risultato.

Infermiere: di cosa si tratta?
La prima cosa che va ben definita è chi sia la figura dell’infermiere. Questa figura professionale opera nel campo sanitario e si prende cura dei pazienti in maniera totale. Si parla comunque di un professionista laureato regolarmente iscritto all’albo degli infermieri, e che potrà mettere a disposizione dei pazienti tutte le sue competenze. Oltre a dover sottolineare che tale professione richiede un impegno umano non da poco.

Il corso di laurea in infermeria
Per potre intraprendere la carriera da infermiere è bene partire dalla scelta dell’università. Il corso di laurea è quello in Infermieristica al cui termine è previsto un esame di stato che permettera di abilitare l’infermiere alla professione ed iscriverlo all’albo. Per accedere al corso di laurea in Infermieristica bisogna superare un test di ingresso in quanto esso è a numero chiuso. Questo dura 3 anni durante i quali si ha modo di approfondire gli studi, ma di passare anche al pratico con attività di tirocinio.

Le materie presenti nel corso di laurea
Durante il corso di laurea in Infermieristica si ha modo di approfondire svariate materie. Queste hanno applicazione nell’ambito delle cliniche e degli ospedali, due delle strutture in cui la figura dell’infermiere è maggiormente richiesta. Le materie che vanno studiate, giusto per citare alcune di quelle più importanti, sono fisica medica, anatomia umana, istologia, biologia, psicologia, fisiologica, biochimica, patologia, farmacologia, medicina interna, malattie infettive, nefrologia e moltissime altre ancora. Soprattutto al terzo anno ci sono quelle che permettono di approfondire gran parte dei casi in cui può imbattersi un infermiere sul posto di lavoro.

Il tirocinio: un elemento fondamentale
Non bisogna mai dimenticare che la pratica dell’infermiere si basa molto sull’attività di tirocinio. Durante queste ore ogni studente ha modo di calarsi realmente in quella che è la vita dell’infermiere: potrà perciò scoprirne i lati professionali e ciò che potrà servire per incrementare il rapporto di fiducia col paziente. Inoltre grazie ai tutor a cui vengono affidati i tirocinanti si ha modo di apprendere quelle tecniche che saranno molto utili nella pratica dell’attività di infermiere. Proprio il tutor è una garanzia fondamentale per chi studia Infermieristica in quanto fa in modo che vengano approfondite le conoscenze sia a livello teorico che pratico.

Cosa fa concretamente l’infermiere?
Bisogna anche precisare quali sono i compiti dell’infermiere nel proprio lavoro. Il primo è quello di prendere in carico il paziente accogliendolo ed identificando quali siano le sue necessità, rassicurando i familiari. Successivamente passa alla pianificazione assistenziale e all’erogazione della stessa con la quale metterà al servizio del paziente quelle che sono le sue competenze acquisite nel corso di laurea. Passando poi alla corretta valutazione del malato, monitorandone costantemente lo stato di salute.

Gli obblighi di un infermiere
Le qualità morali di un infermiere hanno una notevole importanza soprattutto se si pensa che egli deve avere a che fare con persone fragili nel momento in cui hanno bisogno di assistenza sanitaria. L’infermiere ha anche degli obblighi in quanto professionista del settore: il primo è quello educativo, ovvero di tutela e promozione di uno stile di vita quanto più sano possibile. In secondo luogo si parla di formazione e quindi di corsi periodici che permettano di essere in costante aggiornamento. Essi rilasciando dei crediti ECM, ovvero dei punteggi da accumulare per garantire la formazione dell’infermiere.

Dove lavora un infermiere
Passando invece agli sbocchi lavorativi per chi conclude il proprio percorso di laurea in Infermieristica, è bene precisare che ci sono diverse soluzioni. La prima è lavorare presso enti pubblici come ASL o aziende ospedaliere o case di cura. Arrivando poi al privato dove potrà offrire le sue competenze al servizio di ONLUS, cliniche specialistiche o strutture residenziali, per citare qualche esempio. Arrivando poi alla possibilità di essere infermiere in regime di libera professione organizzando dunque il suo lavoro presso ambulatori e studi associati in maniera indipendente.

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Hai un ecommerce? 5 punti fondamentali per migliorare la sua visibilità

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Il commercio elettronico, negli ultimi anni, è stato interessato da una serie di importanti cambiamenti. Infatti, ad oggi, si può affermare come i grandi marketplace siano diventati i punti di riferimento della maggior parte del pubblico online. Pertanto, appare sempre più difficile porre il proprio ecommerce tra i vari risultati di ricerca di Google.

In particolare, è interessante notare come le nuove abitudini dei consumatori abbiano visto moltiplicare considerevolmente i bisogni che precedono l’atto dell’acquisto. Più bassa sarà la visibilità più basso risulterà il numero di conversioni.

Per riuscire a comprendere, quindi, come migliorare la visibilità di un ecommerce, è bene tenere in considerazione alcuni semplici consigli che si elencheranno di seguito.

Migliorare la visibilità di un ecommerce: consigli utili

Per visibilità di un sito si intende la semplicità con cui il cliente riesce a trovarlo e ad interagirci. Sebbene sembri un concetto facile da capire, lo stesso non si può dire del complesso di operazioni da effettuare perché questo accada.

La visibilità, nello specifico, esige un buon lavoro SEO, basato cioè su testi e contenuti che consentano a Google di individuare e catalogare il sito sulla base delle tematiche che lo caratterizzano. Viene, dunque, posto in essere uno studio specifico al fine di:

  • soddisfare il cliente;
  • fare in modo che gli utenti tornino sul sito più volte;
  • aumentare la permanenza degli utenti sull’ecommerce;
  • evitare che i clienti cerchino altrove le informazioni di cui hanno bisogno.

Fermo restando quanto appena esposto, di seguito, saranno analizzati 5 consigli utili per migliorare la visibilità del proprio ecommerce.

Lavorare sulla SEO

Il primo passo da compiere per aumentare la visibilità del proprio ecommerce è l’ottimizzazione SEO (acronimo che sta per Search Engine Optimization) dello stesso, ovvero della struttura che permette di intercettare le persone che su Google digitano una domanda di cui tu possiedi la soluzione: queste possono inerire un’azione o una richiesta.

Ebbene, innanzitutto, occorre procedere alla realizzazione di una struttura pulita, evitando delle duplicazioni interne, le quali potrebbero creare una confusione tale da spingere l’utente a recarsi altrove.

Lavorare con i canonical servirà a comunicare a Google le risorse più importanti.

Ridurre i tempi di caricamento

Uno degli aspetti su cui si trovano d’accordo tutti riguarda i tempi di caricamento di una pagina: essi, infatti, indubbiamente hanno un impatto decisivo sulle vendite. Pochi secondi di attesa, dunque, potrebbero portare un ecommerce a perdere svariati milioni di dollari. Inoltre, la lentezza di un sito we rientra tra le cause principali degli abbandoni dei carrelli. Alla luce di ciò, se non si vuole notare un drastico calo delle conversioni, occorre necessariamente intervenire velocizzando i tempi di caricamento.

Far conoscere il brand tramite il native advertising

Allorquando si desiderasse aumentare la visibilità del proprio ecommerce si potrebbe ben pensare di ricorrere al native advertising. Quest’ultime non sono altro che dei branded content che vengono pubblicati in base a quelle che risultano essere le linee editoriali della specifica piattaforma ospitante il contenuto. Lo scopo è molto semplice e cioè quello di far conoscere il brand così che gli utenti possano conoscere il valore del proprio prodotto o servizio. Tali pubblicazioni devono essere capaci di catturare l’attenzione del pubblico facendosi trovare nel preciso momento del bisogno.

Ricorrere a strumenti di generazione di traffico

Diversamente da quanto accade per i negozi fisici, un ecommerce ha più difficoltà a farsi notare e ad attirare un consistente numero di clienti. Ebbene, a tal fine, è possibile ricorrere ai tipici strumenti di generazione di traffico, tra i quali rientrano:

  • l’interazione sui social network, quali luoghi idonei a spingere gli utenti sull’ecommerce. Bisogna, nello specifico, creare una vera e propria comunità che sia dinamica;
  • farsi pubblicità con i post o con le email;
  • le affiliazioni;
  • le patnership con una società o un’azienda.

Rendere l’ecommerce facile da esplorare

Rendere il proprio ecommerce  facile da esplorare indurrà gli utenti a rimanervi più a lungo ed, eventualmente, ad acquistare i prodotti offerti. Pertanto, si deve svolgere un accurato lavoro di prevenzione degli errori, di flessibilità e di efficienza d’uso.

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Come investire denaro all’estero? Tutto quello che dovresti sapere

investire all'estero 2019

É ancora fattibile investire denaro all’estero nel 2019? scopriamolo assieme

La crisi in tutto il paese dilaga senza pietà: anche investimenti come i Buoni del Tesoro Poliennali, che sino a qualche mese fa concedevano ancora piccoli lussi di potersi concedere investimenti con un margine di guadagno, si sono raffreddati con le ultime notizie in materia di interessi legati ai poliennali a lungo termine.

Quale ispirazione potrebbe allora convincere un investitore italiano in questo complicato 2019 per ridare fiducia a patrimoni posti in standby, quasi inutilizzati sui conti correnti?

Ancora una volta la globalizzazione, o la mondializzazione, dell’economia è male e rimedio a seconda di come la si affronti e, se la globalizzazione è vista come il diavolo, tanto vale fare patti con esso e credere nella potenzialità di investire denaro all’estero.

Cosa dovete sapere a riguardo?
Quali investimenti sono i più consigliati?
Cerchiamo assieme di capire un po’ di più l’argomento.

Investire nel Forex

Di cosa parliamo quando parliamo di Forex?

Non è così difficile da comprendere: quando parliamo di Forex intendiamo investimenti direttamente sullo scambio tra valute straniere, cioè la speculazione diretta sui rapporti di guadagno e perdita tra due valute, ad esempio tra euro e dollaro, la casistica più diffusa.
In teoria tutto ciò appare semplice, soprattutto se si vuole affrontare un investimento che non coinvolga istituti di investimenti collettivi, quindi cercando il massimo del guadagno senza cedere percentuali di commissione, ma la verità è che il Forex, tanto semplice quanto apparentemente immediato, richiede un profondo studio.

Senza nessuna analisi il Forex rischia di divenire un cappio: al contrario, studiando i flussi economici dei vari paesi, e proiezioni degli analisti specialisti del settore, le tendenze relative alla materia, si possono ottenere ottimi margini di guadagno proprio sul gioco speculativo tra due monete.

Non dimenticate che è un mercato di contrasto: per tutti coloro che guadagnano interessi sul cambio monetario, esiste una controparte in perdita; lo studio approfondito delle economie dei paesi nei quali circolano le valute scelte serve proprio per rimanere a tutti i costi dalla parte di coloro che alzano il pollice al cielo.

Investimenti sul lungo periodo

Se il Forex è un’ottima fonte di guadagno immediato, comunque su investimenti relativi a brevi, al massimo medi periodi, gli investimenti sul lungo periodo per alcuni aspetti sono meno rischiosi, per altri richiedono allo stesso modo un’analisi preventiva delle fonti d’investimento, analisi che può essere delegata ad investitori ‘professionisti’, abili nel cercare il migliore fondo comune straniero, il paese con l’economia pià promettente, le valute o le azioni maggiormente rappresentative per tentare un investimento sul lungo periodo.

In questo articolo, non dimenticatelo, parliamo di investimenti all’estero, quindi non fraintendete con eventuali BTp o similari.

Un settore che richiama sempre più investitori sono le materie prime: dall’oro all’argento, dal rame alle pietre preziose, il mondo è un’ottima opportunità per investire denaro all’estero, ma non siate sprovveduti e concedetevi tempi di studio anche nel caso vi rivolgiate a piattaforme d’investimento collettivo.

Quali sono i tempi minimi d’investimento?

Per investimenti sul lungo periodo concepiamo come base di partenza un lasso di almeno tre anni, tempo al di sotto del quale parliamo di medio periodo con altri considerando e altre opportunità.

Anche il mercato azionario sul lungo periodo, soprattutto in alcuni paesi asiatici, negli ultimi anni ha concesso ottime fonti di guadagno; anche in questo caso analisi e studio accenderanno i riflettori su quelle aziende per le quali potreste investire denaro ottenendo ottime fonti di guadagno nel tempo.

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Come Ottenere Finanziamenti con SelfiEmployment per Aprire Nuove Attività Lavorative

Come Ottenere Finanziamenti con SelfiEmployment per Aprire Nuove Attività Lavorative

SelfiEmployment è un’altra iniziativa presente sulla piattaforma di Invitalia, rivolta ai N.E.E.T. (Not in Education, Employment or Training), ossia quei giovani che non stanno studiando, né lavorando,  né stanno frequentando in corso di formazione professionale, ma vogliono comunque essere attivi nel mondo del lavoro, creando un’attività imprenditoriale vera e propria. In tal senso, si prefigura ancora una volta, come strumento incentivante l’occupazione giovanile, parametro molto sensibile e indicativo della salute di un sistema economico.

I giovani che vogliono ottenere questo beneficio, devono avere tra i 18 e i 29 anni ed essere iscritti al Programma Garanzia Giovani, indipendentemente dalla partecipazione a un contestuale percorso di accompagnamento/tutoring imprenditoriale, la cui frequentazione però agevolerà l’accesso al beneficio, visti i possibili 9 punti premiali aggiunti alla nostra domanda, in fase di valutazione.

I giovani potranno usufruire del beneficio, caratterizzano le loro iniziative imprenditoriali in queste forme:

  • Impresa individuale, società di persone, cooperative di massimo 9 soci, costituita da meno di 12 mesi e inattiva, ovvero non ancora creata, ma con l’obbligo di farlo entro 60 giorni dall’ammissione al beneficio, pena la decadenza di questo.
  • Associazione Professionale e Società tra Professionisti, istituita da meno di un anno, purché inattive.

Il beneficio SelfiEmployment del 2019, può essere richiesto per moltissime imprese che hanno come oggetto sociale, uno dei tanti settori nella produzione di beni, fornitura di servizi e commerciali, anche se si è soggetti a contratti di franchising.

I titolari giovani delle imprese della Regione Veneto che hanno come oggetto sociale il settore turistico (alloggio, ristorazione e indotto), i servizi culturali e ricreativi, quelli alla persona, quelli per la tutela dell’ambiente, i servizi ICT (multimediali, informazione, comunicazione), le attività concernenti, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, la fornitura di servizi alle imprese, la manifattura, l’artigianato, il commercio al dettaglio e all’ingrosso e la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, sono potenziali fruitori di questo beneficio, che è escluso solo per i giovani ragazzi che vogliano intraprendere un’attività nel settore della pesca e dell’acquacultura, nonché la produzione primaria agricola.

SelfiEmployment ammette piani d’investimento presentabili che variano al variare della natura dell’impresa, da un minimo di 5.000€ a un massimo di 50.000€, secondo questa tripartizione:

  • Microcredito: da 5.000€ a 25.000€;
  • Microcredito esteso: da 25.001€ a 35.000€;
  • Piccolo Prestito: da 35.001€ a 50.000€.

Come ci ricorda il sito simulazioneprestito.net lo strumento mette a disposizione un prestito agevolato d’importo incluso in una di queste classi, da restituire senza interessi, quindi a tasso zero, in 7 lunghi anni e comode rate che partiranno 6 mesi dopo la concessione del prestito stesso, senza alcun bisogno di garanzia reale, personale o di altro tipo.

Il giovane che ottiene l’agevolazione, è obbligato a realizzare il programma oggetto d’investimento entro 18 mesi dal provvedimento d’ammissione. Invitalia valuta le domande pervenute, concede gli incentivi e verifica l’effettiva realizzazione del piano di spese presentato, ma offre anche un servizio di tutoraggio per affiancare il ragazzo, favorendo lo sviluppo dell’impresa.

Per inoltrare la domanda d’ammissione al beneficio, SelfiEmployment, se pensiamo di possederne le caratteristiche e vogliamo intraprendere un’attività d’impresa nella nostra Regione Veneto nel 2019, dobbiamo munirci necessariamente di una PEC e della Firma Digitale; dopodiché apriremo un browser web e procederemo ad iscriversi alla piattaforma web di Invitalia, mediante username e password scelti secondo il nostro gusto.

Le domande sono valutate da Invitalia, a sportello: in base all’ordine cronologico, gli uffici competenti analizzeranno la domanda formalmente e daranno poi una valutazione di merito, assegnando un punteggio massimo e realizzando così una graduatoria d’accesso al beneficio, non dimenticandoci dei 9 possibili punti in più derivanti dalla frequentazione del corso.

Sono disponibili 114.600.000€ totali e finora le agevolazioni concesse sono state 34.500.000€, finanziando 1.021 iniziative imprenditoriali giovanili sul nostro territorio italiano e creando 1.901 nuovi posti di lavoro.

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Diventare un Esperto SEO

come diventare seo specialist

Nel campo del web marketing, specie negli ultimi anni, il numero di richieste provenienti dal mondo aziendale per i profili qualificati è diventato sempre più elevato.

E l´esperto SEO rientra senza ombra di dubbio fra le figure maggiormente ambite dalle imprese e dai clienti privati, perché, grazie alle sue competenze specifiche, si occupa di ottimizzare i siti internet, in base a keyword ben definite.

L´intento primario del suo lavoro consiste nel garantire al cliente che ne richiede le prestazioni, il miglior posizionamento possibile sui motori di ricerca, Google in primis. Già, perché che lo si dica o meno, il sogno di tutti è sempre quello di raggiungere la prima pagina di Google, nel momento in cui un internauta ha effettuato una query in relazione al business in cui opera il cliente. Non si tratta, comunque, di guadagnare posizioni per una parola chiave secca.

Questo può essere utile, ma da solo non basta. Urge innalzare la competitività anche per keyword meno competitive. Vero è portano meno traffico, ma presentano il vantaggio di permettere al cliente di aggredire un progetto sin dalla fase iniziale.

Una strategia di SEO ben riuscita è quella che in relazione ad un sito web comporta un aumento del traffico, proveniente dai motori di ricerca.

Il raggio d´azione di un valido esperto SEO, però, non si limita soltanto all´ottimizzazione delle pagine web di un sito internet in relazione alle ricerche degli internauti, dato che i suoi risultati si misurano anche in rapporto al numero di conversioni.

Questo vuol dire che l´abilità del suo operato verte tutta attorno anche all´approdo del visitatore al sito web e ad una sua conversione che può essere l´acquisto di un prodotto (cosa particolarmente gradita a chi fa e-commerce), l´iscrizione ad una newsletter o ancora la compilazione di un form con il rilascio di dati personali, fondamentali oggi più che mai nell´ottica della fidelizzazione del cliente.

Che background deve avere un esperto SEO?

Non esiste un percorso prestabilito per diventare SEO specialist, e di conseguenze riuscire ad elaborare consulenze SEO dettagliate con l’obiettivo di portare un valore aggiunto ai siti dei propri clienti.

I primi, però, erano tutti informatici, webmaster, programmatori e sviluppatori.

Elementi ancora, molto importanti, ma è fondamentale avere anche una forte passione per tutto quello che risulta affine al contesto informatico, sono determinanti profonde conoscenze delle dinamiche di marketing e di comunicazione sul web.

Requisiti che, se sommati, contribuiscono a dare quella marcia in più che spesso in questo settore fa davvero la differenza. Chi desidera intraprendere questa carriera, deve tenere ben a mente che lo studio costante è imprescindibile, dato che gli algoritmi si aggiornano sempre.

Il ruolo dei corsi e degli eventi di formazione

Frequentare corsi a tema contribuisce ad innalzare le skills in maniera notevole.

Seo Training e di recente i corsi di SeoZoom si rivelano due corsi che vale davvero la pena frequentare.

Chi lo ha fatto ha saputo trarre sempre il meglio, rendendo i siti internet dei clienti non solo più visibili, ma soprattutto più appetibili.

Tirando le somme …

Ricordiamo inoltre che Google e i motori di ricerca premiano sempre contenuti di qualità, originali e ben strutturati.

Quindi, saper scrivere, dote che solo in pochi possiedono, diventa oggi più che mai decisivo in riferimento al posizionamento dei siti web della clientela.

E ci sono tutte le condizioni che questo valore determini la differenza tra i contenuti anche nel lungo periodo.

Per un´azienda, poter contare su un sito internet maggiormente visibile e decisamente più popolare rispetto ai suoi numerosi competitor si traduce in un vantaggio competitivo tutt´altro che irrilevante, specie se si pensa al fatto che gran parte degli acquisti oggi sono online.

Lo stesso dicasi per i consumatori che oggigiorno non sono affatto immuni alle strategie del web. E a fare questo lavoro ci pensa l´esperto SEO di turno.

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Aumentare visti sito web

seo specialist Gennaro Napoletano

Anche il sito web realizzato al meglio non dà alcuna garanzia di visibilità all’azienda proprietaria se il sito stesso non viene ottimizzato al meglio.

Nel mondo dello sviluppo dei siti web questa è purtroppo una realtà con la quale occorre fare i conti se si vogliono raccogliere frutti. Per ottenere i risultati migliori occorre allora rivolgersi ad un consulente SEO esperto. Scopriamo tutti i vantaggi di questa scelta.

Perché rivolgersi ad un consulente SEO esperto

Il mondo del web è diventato sempre più affollato.

Se fino a qualche anno fa bastava avere un semplice sito vetrina per riuscire a vincere la sfida competitiva di Internet, oggi invece questa condizione è considerata la base di partenza ma non è assolutamente sufficiente per catturare l’attenzione dei clienti.

Occorre allora realizzare sul proprio sito web un’attività di SEO che renda il sito più facilmente rintracciabile dai motori di ricerca e di conseguenza più visibile agli utenti.

Non va dimenticato che il web e i motori di ricerca sono il primo metodo di ricerca dei potenziali clienti che si affidano a questi strumenti per riuscire a raccogliere informazioni e opinioni su brand, prodotti e servizi prima di effettuare la loro scelta d’acquisto.

È dunque molto importante che il sito web sia ottimizzato al meglio e sia curato in ogni singolo dettaglio per riuscire ad essere visibile a tutti i clienti e comparire delle prime pagine dei risultati dei motori di ricerca per le keywords di proprio interesse.

Si tratta di un’attività che non può essere realizzata da chiunque ma deve necessariamente essere intrapresa da professionisti del settore che conoscono i segreti e i continui cambiamenti dei motori di ricerca e sono in grado di affrontare al meglio questi cambiamenti per riuscire a garantire la giusta visibilità ad ogni sito web, anche quello che si appoggia alle parole chiave più ricercate e quindi ambite dagli altri siti.

I vantaggi di rivolgersi ad un consulente SEO esperto

Certo, rivolgersi ad uno specialista SEO ha sicuramente un costo superiore a quello di provare a cimentarsi da soli in questa attività ma i risultati sicuramente non possono essere paragonati.

Infatti avere al proprio fianco un esperto SEO che possa aiutare ad ottimizzare il proprio sito web si rivela alla fine un’operazione molto più conveniente di quanto si possa immaginare.

Con un sito web debitamente ottimizzato, infatti, è possibile ad esempio risparmiare sulle altre spese di comunicazione.

Infatti recenti ricerche del settore hanno dimostrato come la maggior parte degli utenti utilizzi proprio i motori di ricerca per trovare sul web informazioni e consigli su prodotti e marchi da scegliere.

Diventa quindi indispensabile avere un sito ottimizzato per i motori di ricerca e che sia rintracciabile nello stesso modo sia che la ricerca venga effettuata da un computer desktop che da uno smartphone di ultima generazione.

Con un ottimo posizionamento nei motori di ricerca aumenta anche la percezione positiva che i potenziali clienti hanno del brand e questo spinge a migliorare e velocizzare il processo di fidelizzazione che è sempre il principale obiettivo delle aziende.

Avere un SEO specialist al proprio servizio vuol dire poter disporre di un aiuto concreto e continuo per mantenere il proprio sito web sulla cresta dell’onda, così da riuscire a tenere costante l’attenzione della propria clientela.

A chi rivolgersi per una consulenza SEO di qualità

Riuscire a decidere a quale professionista rivolgersi per la realizzazione dell’attività di SEO sul proprio sito web non è un’operazione semplice.

Infatti è indispensabile riuscire ad individuare il professionista giusto che possa analizzare approfonditamente le esigenze del cliente e del suo sito e proporre le soluzioni più adeguate.

Occorre anche individuare un professionista che sia sempre aggiornato sulle ultime novità del settore. Il mercato, infatti, purtroppo è popolato di sedicenti esperti che purtroppo approfittano della scarsa conoscenza che i clienti hanno del settore e spillano agli stessi molti soldi senza offrire risultati in cambio. Un nome di riferimento nel panorama del SEO sicuramente può essere quello di Gennaro Napoletano, uno specialista del settore che da anni si impegna per aiutare i propri clienti a ottimizzare i propri siti web. Questo professionista può vantare non solo una grande passione per questo settore ma anche una solida preparazione.

Dopo una laurea in Informatica conseguita nel 2012, ha approfondito le sue competenze conseguendo la qualifica di SEO Senior nel 2017. Da allora si sottopone a continui corsi di aggiornamento per essere sempre al passo con i tempi nel mutevole e continuamente in evoluzione mondo del posizionamento nei motori di ricerca.

L’obiettivo di Gennaro Napoletano è quello di essere un valido e costante aiuto, monitorando continuamente il posizionamento dei siti a lui affidati e intervenendo tempestivamente per riuscire ad apportare i correttivi essenziali per tenere il sito sempre nelle prime posizioni dei motori di ricerca.

Di cosa si occupa un consulente SEO esperto

Per ottenere questo ambizioso risultato il professionista Gennaro Napoletano applica un sapiente mix di tecniche, approfondite al seguente link: https://posizionamentomdr.it/, che hanno lo scopo di regalare al sito la maggior visibilità possibile. In particolare la sua attività si concentra sui seguenti punti cardine:

  • ottimizzazione velocità di caricamento delle pagine;
  • ottimizzazione on-page;
  • ottimizzazioni off-page.

Lo sviluppo dei siti web non può prescindere da queste tre importanti aree ma purtroppo troppo spesso si tratta di aspetti che vengono trascurati e che, inconsapevolmente, condannano il sito ad un drastico calo di visite.

La velocità di caricamento delle pagine, ad esempio, è un’attività estremamente importante perché viviamo in un mondo molto veloce, dove nessuno è disposto ad attendere qualche secondo in più per visualizzare la pagina prescelta: per tutti è molto più facile passare al sito successivo.

Per questo motivo offrire ai propri utenti l’esperienza di un sito veloce, che sia immediatamente visibile e che non comporti attese è uno dei primi passi verso un ottimo posizionamento nei motori di ricerca.

Anche il link-bulding è un’attività fondamentale perché permette, tramite il link del proprio sito posizionato su altri siti prestigiosi, di avere una maggiore visibilità oltre che un miglior posizionamento in Google, il principale motore di ricerca che apprezza molto una politica di link-bulding ben strutturata. Infine, i classici ma sempre ottimi meta-tag sono uno dei principali sistemi di posizionamento all’interno dei motori di ricerca.

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Come simulare i cicli giorno/notte delle piante

Camere di crescita BINDER

Se state studiando agraria o in qualche modo ve ne state occupando, sicuramente v’interesserà sapere quali attrezzature utilizzare per fare test sulle piante.

Le camere di crescita sono i dispositivi che vengono impiegati per la simulazione dei cicli giorno notte della piante: esse sono concepite e messe a punto per l’esecuzione di prove di fotostabilità e sono dotate di cassetti di illuminazione grazie a cui è possibile ricreare delle condizioni di luce uniforme. Le camere di crescita sono in grado di generare la luce, l’umidità e la temperatura, ed eventualmente di regolarle, allo scopo di simulare le condizioni climatiche e i cicli giorno notte che possono servire nel settore delle biotecnologie e in ambito agro-alimentare per i test sulle piante. Per rendere più veloci i processi di fotosintesi si può ricorrere a varie tipologie di lampade a luce diurna.

I vegetali, come tutti gli altri organismi viventi del nostro pianeta, per riuscire a crescere e per avere la possibilità di prosperare hanno bisogno di uno specifico ambiente: per ricrearlo non si può fare a meno di tenere sotto controllo l’umidità e la temperatura, oltre a livelli di illuminazione appropriati. Se tali condizioni non vengono rispettate, le piante possono andare incontro a problemi più o meno gravi, rischiando di appassire: e ciò è vero in modo particolare per gli esemplari che risultano molto sensibili anche ai cambiamenti di lieve entità e alle più piccole variazioni dei parametri ambientali appena elencati.

Le camere di crescita per le piante come quelle visibili sul sito della GEASS evitano qualsiasi inconveniente e prevengono ogni imprevisto: esse sono dotate di lampade fluorescenti grazie a cui i processi fotobiologici dei vegetali possono essere ottimizzati, con l’accentuazione nella gamma di rosso e blu. Camere di crescita BINDERLe camere di crescita a led hanno il pregio di favorire la salvaguardia delle piante, che vengono protette rispetto agli elementi che le circondano, ma esistono anche camere per la coltura di tessuti. Una delle funzioni più importanti, però, è – come si è detto – la simulazione del ciclo del giorno e della notte, grazie a cui è possibile ricreare in modo impeccabile l’ambiente più adatto per la crescita e lo sviluppo degli organismi.

Le camere climatiche con illuminazione mettono a disposizione una distribuzione ottimale della luce per le specie vegetali, oltre che per gli insetti e per i batteri: i campioni sotto esame, pertanto, possono essere osservati e monitorati secondo le condizioni volute. La luce a spettro completo, in particolare, si adatta a tipologie di crescita diverse, ma esistono anche spettri selezionati e specifici per la crescita vegetale e quelli finalizzati allo sviluppo di specie molto delicate.

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